
L'opera è dedicata agli Stati Estensi, in un periodo temporale dal 1598 al 1865, e presenta in maniera più accurata la raccolta di cartografia di Piercarlo Cintori. Il volume si apre con un excursus sintetico sulla storia del territorio estense, dalla formazione e sviluppo del ducato attraverso tutte le sue vicissitudini dinastiche e territoriali. Nella seconda parte si approfondisce la storia della cartografia dello Stato di Modena. La terza e ultima parte esamina in particolare il lavoro dei tre più importante cartografi del territorio: Giovanni Antonio Magini, Domenico Vandelli e Giuseppe Carandini. Libro a cura dell'Associazione "AEMILIA Storie di territori e di comunità", Editore Colombini. Collana: Nonantula. Quad. ricerche e studi storici.
Dalla prefazione del libro: Per noi, abituati prima dal cinema e poi dalla televisione a “leggere” attraverso l’immagine, una vecchia carta geografica è l’accesso più immediato alla dimensione storica. Quelle città emergenti in prospettiva in mezzo al loro territorio, quella presenza abnorme dell’idrografia, quei piccoli segni convenzionali con cui il vecchio cartografo cercava di disegnare le montagne, non possono più essere intesi come una via ingenua e primitiva di rappresentazione: sono “altri” modi, con cui si esprimeva un “altro” mondo, dotato di una tecnica certo meno sviluppata della nostra, ma più diretto nel rapporto con le cose e quindi anche con la sua terra. Una vecchia carta dunque ci dice tante cose e può essere letta a vari livelli. Ci dice quale era la situazione politica di un territorio, ma anche cosa sapevano i contemporanei della loro terra, con quale sensibilità si accostavano alla materia, con quale gusto e quale sapienza specifica traducevano in immagine un patrimonio culturale. Così una collezione a tema di carte geografiche che si dispongano in stretta connessione cronologica è la rappresentazione più immediata del divenire di un dato territorio, e l’occhio di chi la guarda ne scopre progressivamente i significati man mano che procedono le sue conoscenze storiche in materia. C’è dunque un rapporto dialettico tra una collezione di carte e la cultura dei suoi fruitori, e presentare una raccolta non vuol dire offrire un prodotto chiuso in sé, ma presentare un patrimonio vivo e, capace di sviluppare i suoi contenuti man mano che si approfondisce la sapienza di chi lo contempla e che si sviluppa la cultura collettiva. Analogamente accostarsi alle carte antiche può essere inizialmente un fatto di pura curiosità, ma col passare del tempo diviene inevitabilmente un fatto culturale..."

Villa Sorra, denominata nei secoli anche Palazzo Sorra e Palazzo Munarini, è una dimora storica in stile barocchetto emiliano situata a nord di Castelfranco Emilia, in località Gaggio. Il Comune di Castelfranco è attualmente proprietario insieme a quelli di Modena, Nonantola, S. Cesario sul Panaro. L'opera di Di Paolo testimonia i cambiamenti storici che hanno riguardato la Villa e il suo parco, valorizzando l’importante complesso storico a beneficio del territorio e della comunità. Le mappe storiche della Collezione Cintori arricchiscono la pubblicazione e alcuni originali sono stati esposti presso la villa. Editore: SIGEM.
Il seminario è stato tenuto da Piercarlo Cintori nel salone ovale del piano nobile di Villa Sorra e organizzato dagli Ordini dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali e degli Architetti PPC della provincia di Modena, in collaborazione con i Comuni di Castelfranco Emilia e di Modena e con il patrocinio della Federazione Ordini Dottori Agronomi e Dottori Forestali Emilia Romagna e l’adesione dell’Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio – Sez. Triveneto Emilia Romagna.

Università degli Studi di Modena e Reggio, tesina nel Course conduct and misconduct in sciences, prof. Stefano Ossicini