
La carta (mm 440x348), come dice il titolo, è inserita nella celebre Secchia Rapita di Alessandro Tassoni, edizione 1744, sicuramente la più bella ed elegante edizione del poema. La rappresentazione va ben oltre il territorio modenese e sembrerebbe raffigurare la situazione all’epoca dell’opera, nel Medioevo. Tra le varie particolarità sono da menzionare i toponimi "Modena, città del Potta" e "Bologna, città del Sipa"(??!!) nonché la mancanza di confini e la consistente presenza di paludi nella pianura. L’interesse collezionistico è sicuramente superiore a quello storico-cartografico trattandosi di un raffinato prodotto locale inciso dal noto Andrea Bolzoni di Ferrara. Bibliografia: Davoli Z., Sanfelici R., Zanasi S., 2003, scheda n. 131.

Incisione in rame (mm 1.060 x 690) a cura di Andrea Bolzoni in 4 fogli, che spesso sono ritagliati e incollati su tela. In alto, entro un ricco cartiglio, si trovano l’indicazione del titolo della tavola e una piacevole veduta di Modena. Nel margine inferiore sinistro altro cartiglio con spiegazione al “LETTORE...”. Strepitosa carta a cura di Domenico Vandelli, matematico, naturalista e cartografo, nato a Levizzano Rangone (MO), da una famiglia di studiosi. Fu versato nella matematica, nella geografia e nelle scienze naturali, ma coltivò anche le lettere e l’archeologia. Nel 1725 intraprese un viaggio nei principali centri culturali dell’Europa e al suo ritorno fu chiamato dal duca Rinaldo a ricoprire la cattedra di matematica presso l’Università di Modena. Il duca Francesco d’Este lo nominò suo cartografo e, in seguito all’unificazione del Ducato di Modena con Massa e Carrara, gli commissionò il progetto per la costruzione di una strada attraverso le Apuane, da Massa a Castelnuovo Garfagnana. Dopo dieci anni di lavoro fu costruita la strada, detta Via Vandelli, che attraversava l’Appennino e poi le Alpi Apuane, salendo fino a 1634 m del passo della Tambura; la “Via Vandelli” non fu, però, molto utilizzata per le difficoltà del percorso, rese ancora peggiori nel periodo invernale. Domenico Vandelli era conosciuto inoltre per la sua opera cartografica: tra i suoi lavori più importanti, la Tavola Geografica del Modanese... e la presente carta degli Stati del Serenissimo Signor Duca di Modena... edita come foglio volante e considerata la migliore rappresentazione dei nostri territori e una delle più intriganti dal punto di vista storico grazie al bagaglio di note d’autore, plagi e ipotesi sulla elaborazione che l’accompagnano. Infatti potrebbe esser stata copiata, almeno in parte, da un lavoro inedito di J. Cantelli; in ogni modo rimane probabilmente la carta di maggior impatto scenografico relativa i territori estensi. Bibliografia: R. Almagià, 1922 p. 138, L. Federzoni in Pellegrini e Pozzi, 1989 pp. 7-16; L. Federzoni, 2001 p. 463; Davoli Z., Sanfelici R., Zanasi S., 2003, scheda n. 132.
In Collezione un rarissimo esemplare della carta del Vandelli che riporta note manoscritte. Così testimonia Piercarlo Cintori: "(...) di questo sontuoso lavoro sono pervenuto in possesso della bozza (presumibilmente) finale con le correzioni a penna rossa del Vandelli stesso. Purtroppo l’opera è deficitaria del primo riquadro (quello più rappresentativo delle zone modenesi), ma rappresenta un importantissimo documento storico e testimonia il rapporto intenso che legava il cartografo e l’incisore (il noto Bolzoni)" ("Disegno del territorio del ducato estense attraverso la cartografia storica", p. 27).

