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Il Museo dei Botroidi: la geologia 'tattile' in Val di Zena

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La splendida Val di Zena, oltre che la sua bellezza paesaggistica, offre una particolare attrazione che merita certamente una visita. Si tratta del Museo dei Botroidi in località Tazzola, ai piedi del monte delle Formiche su cui sorge il Santuario di Santa Maria di Zena. Per raccontarvi questo insolito quanto interessantissimo museo abbiamo fatto una chiaccherata direttamente con il suo ideatore Lamberto Monti.

Lamberto Monti BotroidiLamberto, iniziamo con la domanda forse più scontata. Cosa sono i 'botroidi' e come è nata l'idea del vostro museo a Tazzola in Val di Zena?
 
I Botroidi sono rocce di arenaria dalle forme antropomorfe che si sono formati circa un milione di anni fa, attraverso il deposito di conchiglie sul fondale dell'antichissimo golfo marino pliocenico racchiuso tra la Valle del Reno verso Sasso Marconi e la Val di Zena. Il Museo ospita la collezione di queste rocce, ritrovata per caso nel 2006 nel Castello di Zena all'interno dei tuttora visibili "fustini" di detersivo, che il famoso speleologo bolognese Luigi Fantini ha raccolto lungo il fiume Zena negli anni Sessanta del secolo scorso. 
 
Quando si può venire a visitare il vostro museo e come è organizzato?
 
Il Museo dei Botroidi è aperto tutti i giorni, dal primo marzo al 31 ottobre. Infatti abbiamo la fortuna di avere un custode del museo, mio parente, che abitando a Tazzola lo apre tutte le mattine e chiude tutte le sere. Durante tutto questo periodo dell'anno il museo è accessibile liberamente. All'interno si trova una guida cartacea che permette una visita in totale autonomia. Chiaramente chiunque sia interessato a venire a trovarci ci può contattare in anticipo - attraverso le nostre pagine social su Instagram, Facebook e Twitter oppure attraverso i siti web dove siamo presenti, del Parco museale della Val di Zena e della Via del Fantini - e saremo sempre molto felici di poter offrire una visita guidata. Anche solo per una persona.

Tazzola Museo Botroidi

 
Ultimo aggiornamento Lunedì 03 Gennaio 2022 23:06 Leggi tutto...
 

La campagna bolognese tra Lovoleto e Granarolo: Villa Fibbia e Fondo Sant'Antonio

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La pace e il silenzio d'inverno, interrotti solo da una lepre che corre veloce sul campo arato. Foschia tutt'attorno e lungo le stradine di campagna appaiono ville storiche e antichi fondi. Siamo tra Lovoleto e Granarolo dell'Emilia, poco distante dalla città di Bologna. In una breve passeggiata di questa mattina di dicembre incontriamo Villa Fibbia e l'antico fondo, ormai abbandonato, di Sant'Antonio.

Villa Amelia Fantuzzi, poi Fibbia e ora Sapori, è una splendida villa storica della pianura bolognese, con una bella torre colombaia e una "conserva" antica, oggi adibita a ricevimenti e matrimoni. Segue un piccolo reportage fotografico oggi e, come di consueto, su come è stato rappresentato questo territorio da Andrea Chiesa nella sua grande carta del 1740-42.

Fibbia Lovoleto Granarolo

Fibbia Chiesa 1742

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