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Déjà vu: il videoclip "Bologna, oggi e nelle stampe antiche"

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Il videoclip "Bologna, oggi e nelle stampe antiche", tratto dalle edizioni già pubblicate della rubrica "Déjà Vu" e online sulla nostra pagina Facebook

 

Zappolino, un borgo bolognese nella storia e nelle carte antiche

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Preservare la storia di un borgo, fatta di eventi importanti in tempi antichi (correva l'anno 1325...) e di tanti episodi e testimonianze di vita dei suoi abitanti in tempi più o meno recenti. Perché, con le parole di Cesare Pavese che proprio in questo sito sono citate, "Un paese vuol dire non esser soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo che, anche quando non ci sei, resta ad aspettarti".

Questa è la 'mission' di Zappolino.it. Non desideriamo anticipare troppo su questo borgo, a una trentina di chilometri da Bologna, e sulla sua storia (il castello, la famosa battaglia che qui ebbe luogo...).

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Déjà vu: Cattedrale di S.Pietro

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Dai colli torniamo nel centro cittadino, e in particolare alla Cattedrale di S.Pietro. Fu consacrata nel 1184, ma una chiesa già vi pre-esisteva sin dai primi decenni intorno al Mille (1024). La sua storia si collega direttamente anche agli albori della cartografia bolognese. Qui infatti era conservato secondo fonti storiografiche il primissimo modello di pianta (relativo alla sola città; Almagià, 1955, p.34), ora disperso e attribuito a Domenico Tibaldi (Comelli, 1896, p.161) che fu fonte primaria per Scipione Dattari (Bibliografia: Treccani.it) nel terzo-quarto del Cinquecento per il suo disegno della Città di Bologna. Disegno del Dattari che, insieme a quello del contado bolognese, furono utilizzati per gli affreschi della Sala Bologna di Gregorio XIII in Vaticano.

Sotto vediamo la facciata della Cattedrale come fotografabile oggi, un po' "costretta" all'interno di Via Indipendenza, strada che prese la sua forma attuale verso il 1890.

Cattedrale san Pietro Bologna

Per viaggiare nel tempo, quando via Indipendenza e tutta la zona circostante S.Pietro non era come vediamo oggi, utilizziamo la veduta incisa di Zuccagni-Orlandini (1845)

Zuccagni Orlandini veduta S.Pietro

(vai alla scheda descrittiva). Alla prossima puntata della rubrica "Déjà vu"!

 

Déjà vu: la città dai colli

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Per questa puntata di "Déjà vu" dal centro storico saliamo sui primi colli bolognesi per una bella veduta della città. Certo, individuare il medesimo punto di osservazione si complica ma, al contempo, diventa interessante mettere alla prova la propria conoscenza dei dintorni della città per intuire da dove è stato colto lo scatto fotografico moderno... Non è ovviamente facile nemmeno capire il punto esatto delle incisioni antiche e quindi mi raccomando, nel caso prendessimo noi stessi delle topiche clamorose segnalatecelo! Partiamo: quale il punto di osservazione della foto sottostante?

Bologna veduta Villa Aldini

La risposta è Villa Aldini, in via dell'Osservanza (GoogleMaps). E per il nostro viaggio nel tempo sono Brockedon e Prior (1860) a portarci a scendere a cavallo verso la città, percorrendo sentieri in direzione di Porta Castiglione.

veduta Bologna Brockedon Prior

(vai alla scheda descrittiva). Alla prossima puntata!

 

Déjà vu: Palazzo della Mercanzia

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E proseguiamo la nostra passeggiata nel cuore della città e da Piazza Maggiore, percorrendo via Orefici, arriviamo in Piazza della Mercanzia...

Palazzo Mercanzia Bologna

E voilà, prima Audot ci mostra - in coppia con le Due Torri - il "Foro de Mercanti" nel 1836/1837

Palazzo Mercanzia Bologna Audot

(vai alla scheda descrittiva) e poi, entrando con uno zoom di dettaglio tra le 9 vedute di Hess, lo vediamo qualche decennio dopo (1845-1857)

Palazzo Mercanzia Bologna Hess 1857

(vai alla scheda descrittiva)

 


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